Alberto Negri, Il Sole-24 Ore 19/03/1999; Pranay Gupte, Newsweek 29/03/1999, 19 marzo 1999
Ishak Alaton, l’uomo d’affari turco che ha vinto il contratto per costruire una pipeline che trasferirà le risorse idriche dell’Anatolia verso Cipro e un’altra in direzione di Israele: «L’acqua può scatenare delle guerre ma diventare anche un mezzo per far progredire la pace
Ishak Alaton, l’uomo d’affari turco che ha vinto il contratto per costruire una pipeline che trasferirà le risorse idriche dell’Anatolia verso Cipro e un’altra in direzione di Israele: «L’acqua può scatenare delle guerre ma diventare anche un mezzo per far progredire la pace. In ogni caso non si può sottostimare la sua importanza: il XX secolo è stato quello del petrolio, il XXI sarà quello dell’acqua». Il mercato globale dell’acqua, valutato adesso 300 miliardi di dollari, è destinato a crescere rapidamente: nei prossimi sei anni il fabbisogno di investimenti nel settore si aggirerà tra i 40 e i 60 miliardi di dollari. Secondo un recente studio della John Hopkins, nel 2025 un terzo della popolazione mondiale si troverà in uno stato di ”stress idrico”, cioè non avrà acqua potabile in quantità sufficiente. Regioni più colpite: Medio Oriente, Sud del Mediterraneo, Africa del Sahel, coste americane del Pacifico, Sudamerica. Scienziati americani sostengono l’urgente necessità di ridurre del 90 per cento le perdite nel consumo di acqua nei Paesi in via di sviluppo. Oggi circa un miliardo di persone in 50 nazioni non ha acqua a sufficienza. La Banca Mondiale ha calcolato che in 127 paesi in via di sviluppo si ammalano ogni anno 3,3 miliardi di persone (di queste, sei milioni muoiono) a causa dell’acqua inquinata o contaminata.