la Repubblica 23/03/1999, 23 marzo 1999
«Tesoro, le donne di Napoli sono dei maiali. Sono maiali grassi con dei vestiti sciatti, di solito neri, macchiati di salsa di pomodoro, urina, grasso, o dalla cacca di un bebè
«Tesoro, le donne di Napoli sono dei maiali. Sono maiali grassi con dei vestiti sciatti, di solito neri, macchiati di salsa di pomodoro, urina, grasso, o dalla cacca di un bebè. I seni gli arrivano alle ginocchia, e i loro culi pendono come dei palloncini pieni d’acqua. In realtà non camminano - si trascinano piuttosto, scivolando su dei sandali di legno o cuoio dai quali fanno capolino dieci sudice dita. Ma devo anche spiegare che sono meravigliose, ognuna ha il volto della madre di Dio e le mani contorte, incallite e tenere delle donne che hanno passato la vita a badare ai propri figli e ai propri uomini. Quei seni giganteschi e scesi, così grotteschi e mostruosi, confortano i bambini che piangono, e non è difficile immaginare che eccitino gli uomini [...] Tuo J.G.» (Da una lettera che John Fante scrisse alla moglie Joyce appena giunto a Napoli nel luglio 1957).