la Repubblica 23/03/1999, 23 marzo 1999
Secondo affare della mafia nigeriana in Italia, dopo quello della droga: lo sfruttamento della prostituzione
Secondo affare della mafia nigeriana in Italia, dopo quello della droga: lo sfruttamento della prostituzione. I boss reclutano le ragazze nelle campagne della Nigeria, promettendo un lavoro in Italia e anticipando circa 2 milioni e mezzo per il viaggio e le prime spese. Le prostitute nigeriane, che possono fruttare ai loro protettori fino a 600-700 mila lire al giorno, sono molto numerose soprattutto a Torino, dove affittano i marciapiedi dagli albanesi, e a Napoli, dove versano il 30 per cento dei loro guadagni alla camorra. Per riacquistare la libertà devono consegnare all’organizzazione dai 40 ai 60 milioni.