Massimo Scotti, Diario 17/03/1999, 17 marzo 1999
La contessa Giulia Samoyloff (1803-1875), cresciuta nella corte di Pietroburgo, poi amante dello zar Nicola I, che la esiliò a Milano per la sua esuberanza, ogni giorno prima dell’alba mandava un proprio servo al Caffè Cova, in via Borgonuovo 20 e al Caffè delle Antille, i ritrovi più eleganti della capitale lombarda, per rifornirli del latte in cui aveva fatto il bagno la sera prima
La contessa Giulia Samoyloff (1803-1875), cresciuta nella corte di Pietroburgo, poi amante dello zar Nicola I, che la esiliò a Milano per la sua esuberanza, ogni giorno prima dell’alba mandava un proprio servo al Caffè Cova, in via Borgonuovo 20 e al Caffè delle Antille, i ritrovi più eleganti della capitale lombarda, per rifornirli del latte in cui aveva fatto il bagno la sera prima. Il liquido, trasportato in un secchio di zinco, serviva a preparare il gelato che avrebbero gustato gli ufficiali austriaci.