Lucia Megale, diario 10/03/1999, 10 marzo 1999
Andrea, 21 anni, di Milano, capelli neri, alto, scuro di carnagione, studente di filosofia, due o tre sere a settimana fa il gigolo per mantenersi agli studi (nome d’arte ”Tony”)
Andrea, 21 anni, di Milano, capelli neri, alto, scuro di carnagione, studente di filosofia, due o tre sere a settimana fa il gigolo per mantenersi agli studi (nome d’arte ”Tony”). Prezzo per una notte: 150-500 mila lire. Disponibile anche per interi weekend in montagna a spese di lei («A meno che non sia periodo d’esami. Sono in regola con le materie»). Tra le clienti: «Molte quarantenni upper-class, benestanti, single o, più raramente, sposate. Ma anche studentesse che hanno voglia di fare un colpo di testa, coppie annoiate e signore anzianotte che vogliono provare emozioni sopite». Patrizio, di Roma, modello di professione, gigolo dei Parioli due sere a settimana (nome d’arte ”David”). Alto, biondo, occhi verdi, va solo con donne ricche e piacenti. Prezzo: 400-800 mila lire («Per le più giovani i prezzi sono ridotti. E se una è molto carina posso andare anche gratis»). Alessandro, di Parma, al primo anno di Lettere Moderne, abita con i genitori e fa il gigolo una volta al mese per 50-150 mila lire. Con i guadagni si è comprato il computer e pensa di andare in vacanza con gli amici.