Francesca Numberg, Il Messaggero 09/07/1997, 9 luglio 1997
Ezio Gallori, ex leader dei macchinisti Cobas. «Il momento è storico, se vincono i ferrovieri, le Fs resteranno ancorate al sociale; se vincono il governo e l’impresa si andrà al mercato, che ha le sue regole»
Ezio Gallori, ex leader dei macchinisti Cobas. «Il momento è storico, se vincono i ferrovieri, le Fs resteranno ancorate al sociale; se vincono il governo e l’impresa si andrà al mercato, che ha le sue regole». E non sono ”sociale” anche i passeggeri appiedati? «Tutti strillano per gli scioperi, ma in passato se ne facevano molti di più. Nel 1964 sotto le bandiere della Cgil, io ne ho fatti 18 in un anno. Oggi questi selvaggi dei Cobas non arrivano a 4 o 5». Però sempre a luglio. «Non certo per odio al passeggero. Ad agosto non si può, a Natale non si può. Prima si facevano i cosiddetti ”brevi scioperi”, anche di 5 o 10 minuti, adesso sono vietati perché comunque viene ritirata l’intera giornata lavorativa. come se nel mondo ci fosse solo la guerra atomica, la guerriglia dove la mettiamo».