Michele Smargiassi, la Repubblica 27/01/2000, 27 gennaio 2000
Si è svolto di recente a Bologna il convegno degli educatori che seguono il metodo pedagogico elaborato ottant’anni fa dal tedesco Rudolf Steiner
Si è svolto di recente a Bologna il convegno degli educatori che seguono il metodo pedagogico elaborato ottant’anni fa dal tedesco Rudolf Steiner. Antinozionisti, contrari a voti, esami, compiti a casa, non perseguono obiettivi, non formulano programmi, insegnano la lingua con la musica, le tabelline con la danza. Regola aurea: «Dimenticare è importante quanto imparare». Secondo i dati degli ultimi dieci anni tra i bambini sono aumentati la depressione, l’autismo, l’iperattivismo, le allergie e l’asma. Di tutto ciò, la scuola sarebbe la principale responsabile: «Sono sintomi di uno stress da prestazione. Effetti di una precocizzazione fatta per compiacere gli adulti» (il dottor Angelo Cioci, direttore della Società italiana di neuropsicologia pediatrica). I bambini, ansiosi, chiusi in se stessi, rifiutano la prevalenza del razionale sull’emotivo: «Una passeggiata nel bosco, ma anche nel giardinetto sotto casa, è mille volte più utile per un bambino, se avete la pazienza di aspettare che passi un uccellino o uno scoiattolo» (Thomas Homberger, maestro steineriano a Zurigo). Dopo anni di scuola senza stress, gli allievi steineriani ottengono ai concorsi ottimi risultati «perché non hanno perso l’entusiasmo» (Homberger). Le ”scuole Waldorf” (dal nome della prima, fondata a Stoccarda nel 1919), bandiscono la televisione fino a 12 anni e il computer fino a 16: «Un bambino deve parlare coi suoi coetanei, non con una macchina che dà risposte meccaniche, deve giocare con un pallone, non con un mouse che a dosi massicce rischia di produrre disabili precoci con i tendini dell’avambraccio logorati al punto da non poter più usare nemmeno una matita» (Joan Almon, fondatrice della federazione che riunisce le scuole Waldorf).