Riccardo Romani, diario 26/1/2000, 26 gennaio 2000
In America, 50 morti violente al giorno tra delitti e suicidi, le agenzie immobiliari si sono accorte che esiste un mercato di persone interessate alle case dove si sono commessi crimini
In America, 50 morti violente al giorno tra delitti e suicidi, le agenzie immobiliari si sono accorte che esiste un mercato di persone interessate alle case dove si sono commessi crimini. Fino a qualche tempo fa i venditori cercavano in tutti i modi di nascondere questo genere di notizie, ora invece le reclamizzano come un valore aggiunto dell’abitazione (soprattutto se del delitto si è parlato sui giornali). La casa di Los Angeles dove furono ritrovati i corpi del delitto Simpson (valore di mercato sui 600 mila dollari) è stata venduta dopo un anno di trattative al rialzo a un giapponese che l’ha pagata quasi 800 mila dollari (circa 1.6 miliardi). L’interesse dei compratori riguarda anche la villa dove 30 anni fa Charles Manson uccise Sharon Tate: dopo una flessione del 50 per cento nel periodo successivo al delitto, da qualche anno il valore dell’immobile è cresciuto del 20 per cento. Secondo l’immobiliarista Larry Ginsburg, l’acquirente morboso che si fa attrarre dal fascino sinistro del luogo non è l’unica spiegazione all’aumento delle quotazioni: «In America c’è una fetta di clientela che ha una certa familiarità con la morte. Poliziotti, medici, gente di cinema, abituata a vedere persone uccise, anche se per finta, difficili da impressionare. A volte colgono al volo l’occasione per entrare in una casa confortevole, a un prezzo favorevole» .