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 2000  febbraio 11 Venerdì calendario

Un gruppo di ricercatori di Miami ha individuato il meccanismo cerebrale che governa il riconoscimento del quinto sapore, l’’umami”, percepito dalla lingua oltre al dolce, salato, acido e amaro

Un gruppo di ricercatori di Miami ha individuato il meccanismo cerebrale che governa il riconoscimento del quinto sapore, l’’umami”, percepito dalla lingua oltre al dolce, salato, acido e amaro. Conosciuto già nel 1200, ma studiato solo agli inizi del Novecento da un medico giapponese, a cui si deve il nome, è molto diffuso nella cucina orientale, che non conosce il sale e usa per insaporire le pietanze il glutammato monosodico, o ”umami” (in Italia è stato identificato nel parmigiano, nel pesce, nei molluschi e nel latte materno). La ricerca americana ha scoperto le cellule nervose destinatarie degli impulsi che vengono da questo amminoacido, «che, fra l’altro, contribuisce alla sintesi dei pensieri e allo sviluppo intellettivo» (il professor Manlio Giancanelli, direttore del dipartimento di neuroscienze del San Camillo di Roma). Secondo l’assaggiatrice dell’Istituto nazionale della nutrizione Maria Cristina Leone, il nuovo sapore è scivoloso: «Lo abbiamo assaggiato puro, fortemente diluito in acqua. Nella mia memoria gustativa ha una densità melmosa, scivola in bocca».