Ennio Caretto, Corriere della Sera 17/02/2000, 17 febbraio 2000
Negli Stati Uniti il candidato repubblicano John McCain è accusato via Internet di essere una spia vietnamita e una minaccia per il capitalismo
Negli Stati Uniti il candidato repubblicano John McCain è accusato via Internet di essere una spia vietnamita e una minaccia per il capitalismo. Caduto prigioniero in Vietnam nel ’67 e liberato solo dopo cinque anni e mezzo, la sua campagna riformatrice sarebbe un effetto del plagio subito in quel periodo. Sui giornali McCain è soprannominato ”The Manchurian candidate”, titolo di un film del ’62 con Frank Sinatra: protagonista un militare Usa, prigioniero di guerra nella Corea del Nord, che subisce il lavaggio del cervello dai comunisti e viene programmato per eliminare il presidente dopo la sua liberazione e il suo rimpatrio. Mentre l’establishment repubblicano mostra preoccupazione, McCain fa il verso ai suoi accusatori davanti alle telecamere: «Sento delle voci! Sento delle voci!» grida, e poi strabuzzando gli occhi e afferrandosi la gola: «Il Vietnam mi chiama! Il Vietnam mi chiama!». Intervistato, risponde: «Tempi folli richiedono candidati folli».