Carla Massi, Il Messaggero 17/02/2000, 17 febbraio 2000
Secondo il professore di Andrologia Aldo Isidori, dell’Università La Sapienza di Roma, è squallido da parte degli andrologi sottoporre i pazienti a immagini pornografiche per diagnosticare l’impotenza : «Le immagini erotiche sono usate durante il test cosiddetto di primo livello, quando valutiamo la componente periferica e centrale dell’impotenza
Secondo il professore di Andrologia Aldo Isidori, dell’Università La Sapienza di Roma, è squallido da parte degli andrologi sottoporre i pazienti a immagini pornografiche per diagnosticare l’impotenza : «Le immagini erotiche sono usate durante il test cosiddetto di primo livello, quando valutiamo la componente periferica e centrale dell’impotenza. Un uomo che si presenta con questo tipo di disturbo viene sottoposto al doppler dopo un’iniezione sul pene di prostaglandina, una sostanza che induce l’erezione. In alcuni centri, all’iniezione, si associa la visione dei film per stimolare il coinvolgimento emotivo». Per Isidori il metodo è lesivo della dignità dell’individuo (spesso la visita si svolge davanti a un gruppo di studenti) e controproducente: anche se hanno accettato di assistere ai filmati, molti pazienti sono sopraffatti dalla timidezza, stretti dall’ansia e la sensazione di rifiuto e di imbarazzo inibiscono l’erezione. Il sessuologo Emmanuele A. Jannini, docente dell’Università dell’Aquila: «Il concetto di erotismo è variabile: per alcuni quei film sono comici e per altri drammatici, per certi pazienti le immagini hard sono deprimenti e per altri eccitanti».