Roberta Salvadori, CorrierEconomia 14/02/2000, 14 febbraio 2000
L’azienda che più di ogni altra ha investito nel settore rischia di sparire: dopo la fusione con il gruppo Pharmacia&Upjohn il nome Monsanto potrebbe essere tolto dal logo del nuovo raggruppamento
L’azienda che più di ogni altra ha investito nel settore rischia di sparire: dopo la fusione con il gruppo Pharmacia&Upjohn il nome Monsanto potrebbe essere tolto dal logo del nuovo raggruppamento. L’azienda americana aveva esordito su questo nuovo mercato nel 1996 proponendo agli agricoltori piante più resistenti all’attacco degli erbicidi. Al successo iniziale (negli Usa e in Canada il 60 per cento della soia e il 40 per cento del mais sono di origine transgenica) però sono seguiti il rifiuto della Ue all’importazione e numerose campagne pubbliche di movimenti ecologisti che hanno convinto anche i consumatori americani. Secondo le previsioni degli esperti l’immagine di questi prodotti si è deteriorata del tutto: per risollevarla servirebbe una campagna di marketing che la Monsanto (6 miliardi di dollari di debiti nel 1999) non può permettersi. Previsioni sul calo della richiesta di sementi modificate nel 2000: -25 per cento. La Decatur’s Archer Daniels Midland Co, una delle più grandi agenzie di intermediazione di sementi, ha annunciato che quest’anno produrrà soltanto sementi non trattate.