Giandomenico Picco, la Repubblica 17/08/1997; Giovanni Bensi, Avvenire 04/11/1997;, 17 agosto 1997
Baku, capitale dell’Azerbaijan, per gli Zoroastriani (adoratori del fuoco) la ”città nera”. Un viaggiatore persiano del XIII secolo riferisce che «ardeva come una fiamma»
Baku, capitale dell’Azerbaijan, per gli Zoroastriani (adoratori del fuoco) la ”città nera”. Un viaggiatore persiano del XIII secolo riferisce che «ardeva come una fiamma». Marco Polo ne conosceva la produzione di nafta, allora considerata un «portentoso medicamento per le dermatiti dei cammelli». Nel secolo scorso uno dei fratelli Nobel vi costruì una società di sfruttamento dei giacimenti. Lui e gli altri imprenditori (i Rothschild, i Rockefeller) venivano chiamati ”baroni del petrolio”. Al Tempio del Fuoco, Atechhgiaky, declassato a museo etnografico durante il periodo sovietico, viene venerata la ”fiamma sacra”: in origine fluiva dal terreno, ora viene alimentata artificialmente.