Giovanni Maria Pace, ìa Repubblica, Ma.Po., ìCorriere della Seraî 23/2/2000, 23 febbraio 2000
Scienziati del National Institute of mental health degli Stati Uniti, confrontando le risonanze magnetiche effettuate (a intervalli di due anni) sui cervelli di 150 pazienti di età compresa tra i 4 e i 21 anni, hanno scoperto che i teen ager «conoscono anche una seconda ondata di produzione di materia grigia, cosa che si pensava accadesse solo nei primi 18 mesi di vita»
Scienziati del National Institute of mental health degli Stati Uniti, confrontando le risonanze magnetiche effettuate (a intervalli di due anni) sui cervelli di 150 pazienti di età compresa tra i 4 e i 21 anni, hanno scoperto che i teen ager «conoscono anche una seconda ondata di produzione di materia grigia, cosa che si pensava accadesse solo nei primi 18 mesi di vita». Durante l’adolescenza si ripeterebbe quel meccanismo di eliminazione delle sinapsi (connessioni tra neuroni) meno utilizzate, che comincia pochi mesi dopo la nascita e si riteneva concluso all’età di dieci anni. Il ricercatore Jay Giedd: «La maturazione dei lobi frontali, che sovrintendono a funzioni come la percezione, l’autocontrollo, la capacità di giudizio e quella progettuale, continua fino ai 12 anni; i siti che controllano le emozioni si sviluppano fino a 16 anni; il corpus callosum, fascio di nervi che connette la metà destra e quella sinistra del cervello, cresce fino ai 20». Secondo Giedd la scoperta spiega le stranezze dei teen ager: gli adolescenti vivrebbero una condizione unica, costitutivamente diversa da quella infantile e adulta (compresa la possibilità di influire sul proprio sviluppo determinando quali connessioni far sopravvivere e quali no) .