Natalia Aspesi, la Repubblica 22/02/2000, 22 febbraio 2000
Natalia Aspesi su Inés Sastre: «C’era chi si chiedeva: è possibile che in tutta l’Italia non ci sia una giovane donna degna di stare tra il cicciotto Pavarotti, l’educato Fazio e l’ingrigito Teocoli, che nessuno ha pensato di sostituire con un cicciotto americano, un educato cinese, un ingrigito polacco? Sì, è possibile, perché da noi arrivano alla piccola notorietà televisiva e cinematografica concessa alle donne del nostro paese, ragazze tutte uguali, truccate allo stesso modo, poppute allo stesso modo, sederone allo stesso modo, svestite allo stesso modo, impersonali e intercambiabili e a loro si chiede raramente di essere protagoniste, ma solo parte del paesaggio, comparse carine che piacciono alla famiglia riunita, e che pur essendo in carne, non suscitino cattivi pensieri»
Natalia Aspesi su Inés Sastre: «C’era chi si chiedeva: è possibile che in tutta l’Italia non ci sia una giovane donna degna di stare tra il cicciotto Pavarotti, l’educato Fazio e l’ingrigito Teocoli, che nessuno ha pensato di sostituire con un cicciotto americano, un educato cinese, un ingrigito polacco? Sì, è possibile, perché da noi arrivano alla piccola notorietà televisiva e cinematografica concessa alle donne del nostro paese, ragazze tutte uguali, truccate allo stesso modo, poppute allo stesso modo, sederone allo stesso modo, svestite allo stesso modo, impersonali e intercambiabili e a loro si chiede raramente di essere protagoniste, ma solo parte del paesaggio, comparse carine che piacciono alla famiglia riunita, e che pur essendo in carne, non suscitino cattivi pensieri».