Mariarosa Mancuso, Corriere della Sera 20/02/2000, 20 febbraio 2000
Andrea De Carlo scrive i suoi libri con un Macintosh portatile («con la penna le parole arrivano troppo lente»)
Andrea De Carlo scrive i suoi libri con un Macintosh portatile («con la penna le parole arrivano troppo lente»). Lavora a casa («qualche volta in treno o in nave»). Per combattere il mal di schiena ha provato lo sgabello svedese («ricavandone solo dolori alle ginocchia»). Il mestiere di scrittore «non è un lavoro sano. Stare davanti al foglio bianco accentua i difetti». Contro la «tentazione forte» dell’alcool, mangia cioccolato amaro («come Mc Ewan»). Rituale di fine romanzo: «appallottolo tutte le brutte copie e le brucio nel camino». Da lettore, non sa perdonare un attacco incerto («non credo ai libri che migliorano dopo le prime pagine»).