Alessandro Plateroti, Il Sole 24 Ore 01/03/2000, 1 marzo 2000
Gli interessati nicchiano, ma il popolo di Internet, come la Borsa, scommette: la fusione tra Fiat e DaimlerChrylser si farà
Gli interessati nicchiano, ma il popolo di Internet, come la Borsa, scommette: la fusione tra Fiat e DaimlerChrylser si farà. Anzi, la fusione si è già consumata nel ciberspazio, nella ”terra di nessuno” chiamata domain name registration, l’anagrafe virtuale del pianeta Internet. Il nome DaimlerChryslerFiat.com è stato infatti registrato il 24 novembre 1999 negli Usa, dove le sorti del gruppo Fiat sembrano essere diventate una specie di gioco del Lotto: ipoteche sono già state poste negli ultimi due mesi anche sul nome FordFiat.com (ma non su FiatFord.com, in ossequio ai rapporti di forza tra le due imprese), su GmFiat.com (ma non su FiatGm.com), su RenaultFiat.com (e su FiatRenault.com) e persino su PeugeotFiat.com. Se la Fiat si fonderà con una di queste case automobilistiche e il nuovo gruppo vorrà registrare il marchio sul world wide web, è con il popolo di Internet che dovrà fare i conti: o la nuova società ricompra il titolo di proprietà del sito, pagandolo a caro prezzo, oppure rinuncia del tutto alla registrazione del marchio in questa forma. Il caso è particolarmente irritante soprattutto per i tedeschi, perché già una volta il gruppo di Stoccarda è caduto in questa trappola: due anni fa la Daimler dovette comprare (si dice per diverse decine di milioni) il nome DaimlerChrysler.com, che era stato registrato da un ragazzo coreano ai primi segnali di negoziato tra le due imprese.[...] Exxon, Fiat, Daimler, centinaia di altre imprese nazionali e multinazionali, e persino attori famosi, stilisti e cantanti, sono le vittime del cybersquatting, la pratica divenuta comune su Internet di registrare importanti marchi commerciali nel tentativo di rivenderli a caro prezzo alle aziende proprietarie.