Alessandro Plateroti, Il Sole 24 Ore 01/03/2000, 1 marzo 2000
registrazione costa dai 35 ai 75 dollari l’anno e può rendere milioni se si azzecca la giusta combinazione: come appunto avviene in una sorta di Lotto
registrazione costa dai 35 ai 75 dollari l’anno e può rendere milioni se si azzecca la giusta combinazione: come appunto avviene in una sorta di Lotto. Tutto può essere registrato, e non c’è bisogno di dimostrare che il nome non sia già utilizzato da una società esistente: tale è la frenesia di registrare un indirizzo che, anche se il nome di un web site può essere composto di 22 lettere, numeri e segni (una formula che si traduce in 31.700 milioni di miliardi di miliardi di possibilità di denominazione), è ormai difficile registrare un nome che abbia senso. Basti pensare che oggi oltre 125 mila siti web vengono registrati ogni mese (erano non più di 200 due anni fa) [...]. Chi rifiuta di pagare deve rivolgersi al tribunale, preparandosi ad affrontare una lunga e costosa battaglia giudiziaria per violazione del marchio commerciale. La Porsche, per esempio, ha fatto causa contro oltre 100 siti web. Vincere non è però facile. «Il legittimo titolare del marchio – spiega Stuart Singer, managing partner della Kirkpartick & Lockhart, uno studio legale specializzato – deve dimostrare che questo è usato commercialmente dal cybersquatter, e che il suo uso non autorizzato può creare confusione. Oppure deve dimostrare che il marchio è famoso e che l’uso non autorizzato può diminuire la sua capacità di identificare i beni e i servizi che dovrebbe rappresentare. Poiché i cybersquatter non usano il marchio che registrano, tutte le strade per inchiodarli si sono rivelate inefficaci. Molte imprese preferiscono ”pagare il riscatto” e riavere il loro marchio da usare su Internet».