Armando Torno, Corriere della Sera 09/03/2000, 9 marzo 2000
In esposizione alla XI Mostra del Libro Antico di Milano una serie di libri dedicati alla dieta di dittatori e tiranni
In esposizione alla XI Mostra del Libro Antico di Milano una serie di libri dedicati alla dieta di dittatori e tiranni. Hitler non fumava, non beveva, evitava caffè e tè troppo forte, sostituendoli con infusi; Mussolini amava il pane (ne aveva sempre con sé un tozzo), «da soldato gli videro terminare, senza scomporsi, la gavetta del rancio, dopo averne estratto per la lunga coda un innocente topolino lessato» (Margherita Sarfatti, autrice di Dux); Napoleone non rinunciava ai manicaretti del suo cuoco neanche prima delle grandi battaglie; Stalin beveva grandi quantità di vodka; Lenin e Ceausescu preferivano il caviale (il dittatore rumeno amava anche la cacciagione e andava a caccia di orsi sui Carpazi); Gengis Khan eliminò il divieto «di mangiare sangue e visceri degli animali» (quando c’era penuria di cibo, i Mongoli aprivano una vena del loro cavallo per succhiarne il sangue); Mao obbligò i cinesi a mangiare i cani della razza shar-pei per sterminare uno dei simboli dell’età imperiale; il dittatore ugandese Idi Amin risolse una crisi di governo dando in pasto ai coccodrilli due dei suoi ministri.