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 2000  marzo 08 Mercoledì calendario

I decenni corrono, e le frizioni fra il Fmi e gli Usa ingigantiscono. Riepiloghiamo: I°, gli americani, proprio come aveva previsto Keynes, sono divenuti l’unica superpotenza; il dollaro, la supermoneta

I decenni corrono, e le frizioni fra il Fmi e gli Usa ingigantiscono. Riepiloghiamo: I°, gli americani, proprio come aveva previsto Keynes, sono divenuti l’unica superpotenza; il dollaro, la supermoneta. II°, in Europa il potere della Francia è declinato, a vantaggio della Germania; il Giappone ha ritrovato, sul piano finanziario e commerciale, l’antica grandezza. III°, gli Usa, che con Reagan hanno imboccato la strada del liberismo puro e senza confini, vogliono essere garantiti nell’esportazione su scala planetaria del loro modello economico. E poco apprezzano un risvolto della gestione Camdessus, l’aiuto ai Paesi del Terzo Mondo, mentre vorrebbero accentuare l’imposizione delle loro regole, ben interpretate dal vice di Camdessus, Stanley Fischer (naturalizzato americano, vicedirettore generale, ora direttore pro-tempore). Inutile far ricorso ai giri di parole. Come ha ben puntualizzato ieri su ”Avvenire” Paolo Mastrolilli da Washington, se gli Usa potessero, si terrebbero Fischer, con tanti saluti al Resto del Mondo. Non sono forse gli azionisti di maggioranza del Fmi? Ma non possono: diplomaticamente inopportuno, geopoliticamente inaccettabile. Prendono allora a manovrare dietro le quinte per un direttore generale ”filosoficamente” americano. Che sia da essere un europeo è evidente (la candidatura di un giapponese, pur ventilata, è ritenuta prematura), ma ha da essere disposto ad accettare il primato Usa. Caratteristica essenziale, in un momento in cui il neonato euro cerca vanamente di contrastare lo strapotere del dollaro. Ha da essere, inoltre, un direttore generale disponibile a modificare le strategie di intervento del Fmi: aiuti ai Paesi sottosviluppati solo a contropartita dell’accettazione delle impostazioni liberistiche del Fmi, tanto care alle multinazionali anglosassoni.