Gi. Rai. e Se. Fus. Il Tempo 16/03/2000, 16 marzo 2000
Sull’ultimo numero di ”Wired” un articolo di 24 pagine sull’apocalisse che si verificherà per il 2030, quando il mondo subirà un attacco come quello degli hacker che un mese fa hanno messo in ginocchio alcuni grandi siti web
Sull’ultimo numero di ”Wired” un articolo di 24 pagine sull’apocalisse che si verificherà per il 2030, quando il mondo subirà un attacco come quello degli hacker che un mese fa hanno messo in ginocchio alcuni grandi siti web. Autore Bill Joy, già presidente di una commissione presidenziale americana sul futuro della tecnologia informatica e co-fondatore di Sun Microsystems Inc., azienda leader di tecnologia per Internet: «L’uomo ha creato entità tecnologiche in grado di riprodursi, svilupparsi e progredire da sole, al di fuori di ogni controllo. In molti laboratori si studiano programmi di intelligenza artificiale che hanno dato luogo a una nuova forma di vita. Una vita che non ha supporto fisico o biologico, ma prolifera all’interno delle memorie elettroniche dei computer. I robot supereranno gli esseri umani in intelligenza e potranno replicare se stessi». La bomba atomica è meno minacciosa: «Le nuove tecnologie sono a basso costo: per questo, a differenza della bomba atomica, i problemi potrebbero venire non da governi malintenzionati, ma da singoli individui». Il ”Washington Post” ha paragonato la dichiarazione di Joy alla lettera che Albert Einstein scrisse nel 1939 al presidente Franklin Delano Roosvelt sui pericoli della bomba atomica. Joy: «Ho sempre pensato che facendo software sempre più affidabili, avremmo creato un mondo più sicuro. E se avessi pensato il contrario avrei avuto l’obbligo morale di fermare questo lavoro. Ora posso immaginare che questo momento verrà».