Bruce Michael, Lloydís List International 24/03/1998; Domenico Quirico, La Stampa 25/10/1997; LíOsservatore Romano 29/10/1997, 24 marzo 1998
L’ accordo firmato dalla compagnia indipendente britannica Monument Oil and Gas con il Nioc (l’ente petrolifero statale di Teheran) per lo scambio di petrolio turkmeno contro iraniano renderà produttivi gli impianti del nord del paese: la maggior parte dei pozzi sono a sud e inviare il greggio attraverso i massicci montuosi del centro è difficile e costoso; più conveniente farli funzionare con il petrolio del Turkmenistan (ha pozzi e impianti di estrazione nell’89 per cento del deserto ai confini con l’Iran)
L’ accordo firmato dalla compagnia indipendente britannica Monument Oil and Gas con il Nioc (l’ente petrolifero statale di Teheran) per lo scambio di petrolio turkmeno contro iraniano renderà produttivi gli impianti del nord del paese: la maggior parte dei pozzi sono a sud e inviare il greggio attraverso i massicci montuosi del centro è difficile e costoso; più conveniente farli funzionare con il petrolio del Turkmenistan (ha pozzi e impianti di estrazione nell’89 per cento del deserto ai confini con l’Iran). Il petrolio turkmeno sarà pagato con il ricavato dalle vendite di quello dell’Iran del sud, esportato attraverso il Golfo Persico. Il principale partner della Monument in Turkmenistan è l’americana Mobil: a causa dell’embargo (l’ ”Iran-Libya Sanctions Act”, o legge D’Amato, che limita a 40 milioni di dollari gli investimenti con i due paesi) non potrà utilizzare la rete iraniana e continuerà ad esportare il petrolio turkmeno verso l’Azerbaijan attraverso il Caspio (rotta Aladja-Baku).