Antonio Polito, la Repubblica 21/3/2000, 21 marzo 2000
La commissione per la genetica nominata dal ministero della Sanità inglese ha espresso parere favorevole all’introduzione di test del Dna in campo assicurativo per stabilire i premi: chi avrà predisposizione genetica a determinate malattie (sette per ora, ma aumenteranno nel giro di cinque anni) pagherà di più o addirittura non sarà assicurato
La commissione per la genetica nominata dal ministero della Sanità inglese ha espresso parere favorevole all’introduzione di test del Dna in campo assicurativo per stabilire i premi: chi avrà predisposizione genetica a determinate malattie (sette per ora, ma aumenteranno nel giro di cinque anni) pagherà di più o addirittura non sarà assicurato. Esclusa la obbligatorietà del controllo, il rischio è che le assicurazioni predispongano condizioni più gravose per chi non si sottopone ai test. Una tendenza alle discriminazioni di recente si è verificata anche nella sanità pubblica, quando l’associazione dei medici ha consigliato agli ospedali di negare il costoso trattamento di fecondazione artificiale alle donne che fumano, bevono o sono sovrappeso .