Guidingar Brassid, NíDjamna Hebdo n.314, 29/01/1998, 29 gennaio 1998
Il consorzio guidato dalla Esso e costituito da Exxon, Shell e Elf per sfruttare i giacimenti petroliferi del bacino di Doba in Ciad: 300 pozzi nei campi di Komé, Bolobo e Miandoum (l’estrazione inizierà nel 2001, nei prossimi 30 anni produrranno circa 1 miliardo di barili di greggio, 225 mila al giorno)
Il consorzio guidato dalla Esso e costituito da Exxon, Shell e Elf per sfruttare i giacimenti petroliferi del bacino di Doba in Ciad: 300 pozzi nei campi di Komé, Bolobo e Miandoum (l’estrazione inizierà nel 2001, nei prossimi 30 anni produrranno circa 1 miliardo di barili di greggio, 225 mila al giorno). Dai pozzi uscirà un misto di petrolio, gas e acqua: il gas alimenterà una centrale elettrica da 100 MW, l’acqua depurata e riversata in pozzi servirà per l’irrigazione, il petrolio sarà convogliato in un oleodotto interrato a un metro di profondità (170 chilometri in Ciad e altri 1.100 fino al Golfo di Guinea passando attraverso il Camerun). Saranno relizzate inoltre stazioni di pompaggio e di immagazzinamento, raffinerie, una pista d’atterraggio e ancora un centro di formazione, uffici, alloggi e una clinica per circa 2.000 addetti. Sono previsti avanzati controlli di sicurezza ambientale. Il progetto è stato presentato lo scorso 21 gennaio nella città di Donia da una delegazione della Esso arrivata direttamente da Houston, Texas, con a capo il direttore generale Jean-Pierre Petit: la Banca Mondiale, il cui finanziamento è indipensabile, è ancora esitante per via delle pressioni degli ecologisti (europei e americani). Le entrate previste per il governo del Ciad sono di circa 50 miliardi di franchi centrafricani (500 milioni di franchi francesi).