bur/mro/ma, Agence France Presse, 01/05/1998; Corriere della Sera 03/05/1998, 1 maggio 1998
Venerdì primo maggio scorso Valentin Vlasov, inviato del governo russo in Cecenia, è stato rapito da una dozzina di uomini armati che hanno bloccato la sua auto nei pressi del villaggio di Assinovskaya, al confine con l’Inguscetia: quindici giorni prima, il 16 aprile, a trenta chilometri da lì, un generale e quattro soldati dell’esercito russo erano stati uccisi in un agguato
Venerdì primo maggio scorso Valentin Vlasov, inviato del governo russo in Cecenia, è stato rapito da una dozzina di uomini armati che hanno bloccato la sua auto nei pressi del villaggio di Assinovskaya, al confine con l’Inguscetia: quindici giorni prima, il 16 aprile, a trenta chilometri da lì, un generale e quattro soldati dell’esercito russo erano stati uccisi in un agguato. 65 persone (fra loro sei stranieri) sono attualmente prigioniere delle bande armate cecene, ma mai prima d’ora era stato rapito un rappresentante ufficiale russo. Il Ministro degli Esteri ceceno Movladi Udugov ha detto che il rapimento è certamente opera di «forze controllate dai servizi segreti russi, il cui scopo è guadagnare potere a Mosca e influenza nel Nord Caucaso. un atto puramente politico. Solo un completo idiota potrebbe pensare di chiedere un riscatto per un rappresentante ufficiale del governo russo».