Luigia Ierace, Giovanna Laguardia, La Gazzetta di Basilicata-La Gazzetta del Mezzogiorno 12/04/1998; Danilo Taino, CorrierEconomia 27/04/1998; Giuseppe De Tomaso, Il Mondo 08/05/1998, 12 aprile 1998
Sinora nell’area sono stati spesi 1.200 miliardi ma gli investimenti complessivi dovrebbero superare i 3 mila
Sinora nell’area sono stati spesi 1.200 miliardi ma gli investimenti complessivi dovrebbero superare i 3 mila. Serviranno impianti di trattamento, depositi, nuove perforazioni ed un oleodotto di 136 chilometri fino alla raffineria di Taranto (oggi il trasporto avviene tramite autocisterne, sarebbe il primo oleodotto nel sud d’Italia). Le ricerche dell’Agip hanno attirato diverse compagnie petrolifere straniere che hanno ottenuto 55 permessi di ricerca e sfruttamento (il giacimento di Tempa Rossa è in compartecipazione tra Enterprise, Fina, Lasmo, Mobil ed Eni). L’arrivo delle compagnie straniere è stato possibile grazie alla direttiva comunitaria (la 22/94) che cancella l’esclusiva sullo sfruttamento degli idrocarburi in tutti i paesi dell’Unione: per l’Italia l’Eni ha perduto quella sui giacimenti della Val Padana (iscritto nella legge istitutiva dell’Ente, il regime di monopolio mirava a garantire all’Italia l’approvigionamento energetico).