Ramn Lobo, El Pais, Internazionale 26/06/1998, 26 giugno 1998
La Guinea Equatoriale estrae dai suoi giacimenti costieri circa 80 mila barili di petrolio al giorno: il ricavato va quasi interamente a membri del governo, la benzina è scarsa e costa circa mille e cinquecento lire il litro
La Guinea Equatoriale estrae dai suoi giacimenti costieri circa 80 mila barili di petrolio al giorno: il ricavato va quasi interamente a membri del governo, la benzina è scarsa e costa circa mille e cinquecento lire il litro. Gli operai delle piattoforme petrolifere hanno gli stipendi più alti del Paese, circa 60 mila lire mensili contro una media di 30 mila. Principali clienti petroliferi del Paese sono gli Stati Uniti e in particolare la Mobil Oil: la compagnia mantiene a sue spese l’ambasciata di Guinea a Washington e i suoi diplomatici alle Nazioni Unite, paga inoltre il conto dello studio Black, Manafort, Stone e Kelly che dal 1995 sta curando l’immagine internazionale della Guinea (la società ha una notevole esperienza in Africa avendo svolto lo stesso compito per il presidente dell’ex Zaire Mobutu Sese Seko e per Jonas Savimbi, leader dell’Unità in Angola). Altra società americana in Guinea: la Strategic Concepts, che sta riscrivendo il corpo legislativo e organizzò le elezioni presidenziali del 1996 (se ne occupò Sean M. Cleary, esperto elettorale sudafricano dei tempi dell’apartheid: in alcune circoscrizioni l’attuale presidente guineano Obiang ebbe più voti del numero di elettori).