Christian Castran, Jeune Afrique Economie 1-14/06/1998; Express 12/12/1997; Anne Kalou, LiMes 3/97, 14 giugno 1998
Dopo circa sei mesi sono terminati in Ciad gli scontri armati tra l’esercito e i guerriglieri del Farf (Forces armées pour un république fédérale ): le popolazioni del sud del Paese, dove sono i giacimenti petroliferi di Doba, hanno l’impressione che il clan al potere cerchi di accaparrarsi i ricavi petroliferi
Dopo circa sei mesi sono terminati in Ciad gli scontri armati tra l’esercito e i guerriglieri del Farf (Forces armées pour un république fédérale ): le popolazioni del sud del Paese, dove sono i giacimenti petroliferi di Doba, hanno l’impressione che il clan al potere cerchi di accaparrarsi i ricavi petroliferi. Secondo un diplomatico occidentale (e numerose testimonianze) «tra l’ottobre del 1997 e l’aprile del 1998 degli agenti provocatori pagati dal governo hanno creato una situazione che ha legittimato l’intervento dell’Esercito in modo da pacificare e mettere sotto controllo la regione prima dell’inizio dei lavori all’oleodotto». Alla costruzione dell’oleodotto Ciad-Camerun partecipa anche la compagnia francese Elf: Loik Le Floch-Prigent, ex amministratore delegato della compagnia dichiara: « grazie a Elf che la Francia mantiene una presenza nell’Africa francofona e l’allarga ad altri paesi. I compiti diplomatici che mi sono stati affidati sono, sul continente, di interessarmi alla presenza francese nel Camerun e nel Ciad. la ragione per cui Elf entra nel consorzio petrolifero ciadiano a fianco della Exxon sostituendo la Chevron, consorzio che deve trovare un percorso per la pipeline attraverso il Camerun. E il mio ruolo è di persuadere con discrezione gli americani ad attraversare la parte francofona del Camerun».