Guido Bolaffi, Corriere della Sera 29/03/2000, 29 marzo 2000
L’inarrestabile crescita dell’economia statunitense, oltre a battere record su record, sembra oggi addirittura intenzionata anche a dar vita ad una figura sinora sconosciuta nelle statistiche del mercato del lavoro: quella dell’occupato che non voleva lavorare
L’inarrestabile crescita dell’economia statunitense, oltre a battere record su record, sembra oggi addirittura intenzionata anche a dar vita ad una figura sinora sconosciuta nelle statistiche del mercato del lavoro: quella dell’occupato che non voleva lavorare. Una novità che nel triste panorama della diffusa disoccupazione europea potrebbe suonare come una beffa e il cui annuncio, per una manciata di ore, non si è incrociato, irridente, con quello dei milioni di nuovi posti di lavoro immaginati, per ora solo sulla carta, nel recente vertice europeo di Lisbona. Di che si tratta? Scrive il ”New York Times” che il fabbisogno di manodopera da parte delle imprese ha assunto negli ultimi tempi un’ampiezza e un ritmo tali da non poter trovare ormai risposta nell’ambito delle figure classiche del mondo del lavoro, fino al punto di costringere l’imprenditore a cercare di sedurre i tanti che, per varie ragioni, non sentono il minimo bisogno di trovare un’occupazione.