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 2000  marzo 29 Mercoledì calendario

La novità americana di oggi sembra perciò consistere nell’aver abbattuto le mura perimetrali che da sempre limitano il mercato dell’occupazione ai ”soliti addetti” aprendo invece la porta a un esercito che per le sue caratteristiche di esclusione strutturale nessun manuale di economia considererebbe di riserva rispetto a quello tradizionale

La novità americana di oggi sembra perciò consistere nell’aver abbattuto le mura perimetrali che da sempre limitano il mercato dell’occupazione ai ”soliti addetti” aprendo invece la porta a un esercito che per le sue caratteristiche di esclusione strutturale nessun manuale di economia considererebbe di riserva rispetto a quello tradizionale. Dove tutto ciò condurrà e quali saranno gli esiti nel medio e lungo periodo oggi è difficile prevedere. Di certo pensiamo che questo fenomeno sia il portato di una visione più aperta e meno malthusiana dell’occupazione, tuttora largamente imperante invece nel Vecchio continente. Tra le due sponde dell’Atlantico, infatti, oltre alle molte differenze esistenti sulle regole che presiedono alla velocità di ingresso e di uscita dei posti di lavoro, sembra emergerne una ancora più sostanziale relativa all’ampiezza potenziale dell’area occupazionale. Da noi l’occupazione è vista come una torta che può essere solo ripartita in una guerra quasi permanente tra giovani e vecchi, pensionati e attivi, immigrati e nazionali. Dall’altra parte dell’Oceano, più ottimisticamente, si pensa l’esatto contrario. Più si aprono le porte più crescono le chances per tanti nuovi addetti visto anche che le ormai pressoché infinite necessità di società ricche ed opulente come le nostre chiedono solo di essere trasformate in opportunità. Europa, de te fabula narratur? Per i nostri senza lavoro e senza speranza ce lo auguriamo di cuore.