Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 1999  febbraio 11 Giovedì calendario

L’antropologa Ida Magli: « una sentenza dettata da inconsapevole maschilismo. In una sfida muscolare l’uomo sarà sempre prevalente, e quindi i jeans, in un modo o nell’altro, riuscirà sempre a toglierli alla vittima designata

L’antropologa Ida Magli: « una sentenza dettata da inconsapevole maschilismo. In una sfida muscolare l’uomo sarà sempre prevalente, e quindi i jeans, in un modo o nell’altro, riuscirà sempre a toglierli alla vittima designata. Per questo dico che la sentenza ha un aspetto tecnico, questo dei jeans, che in realtà copre un aspetto psicologico, quello della sudditanza inconscia di tanti giudici maschi, della difesa a oltranza del loro sesso. E non lo dico come donna, lo dico come osservatore». Franca Rame: «Questi magistrati dovrebbero provare ad avere la figlia o la moglie violentata per poi farsi raccontare come ti tolgono gli indumenti in questi casi. Quando capitò a me, io fui tenuta ferma da tre persone... Ci sono tanti modi di spogliare una donna: immobilizzandola, minacciandola, tramortendola con un pugno alla testa. E comunque se i giudici vogliono la dimostrazione pratica sono disposta ad andare io stessa a dargliela sul momento». Il giudice di Cassazione Simonetta Sotgiu: «I jeans? Di nuovo i jeans? Come trent’anni fa... Mi ricordo un processo per stupro a Sassari, ero giudice a latere, e il presidente sentenziò che quella ragazza ”ci stava” perché il giorno della violenza indossava i jeans, che com’è noto non si possono sfilare facilmente... Non c’è niente da fare: la giustizia in Cassazione è in mano agli uomini. Spesso anziani. Con idee vecchie. Ogni giorno devo combattere. Ma lì dentro ci sono 410 giudici maschi e 10 giudici donne, tutte nelle sezioni civili».