Maria Novella De Luca, la Repubblica 13/02/1999, 13 febbraio 1999
Agata, ospite del centro d’accoglienza per le vittime di stupri e botte, le dita della mano spezzate, i palmi gonfi: « l’ultimo regalo di mio marito, dopo i morsi in testa, i pugni in faccia
Agata, ospite del centro d’accoglienza per le vittime di stupri e botte, le dita della mano spezzate, i palmi gonfi: « l’ultimo regalo di mio marito, dopo i morsi in testa, i pugni in faccia. Quando era nervoso mi chiedeva: come vuoi le botte stasera? E io speravo che mi prendesse per i capelli e mi trascinasse per tutto l’appartamento, la testa mi sanguinava ed ero piena di croste, ma almeno non mi picchiava con il martello [...] Dio mio, se pensano che una donna in jeans ”ci sta” allora assolveranno mio marito. Quello mi ammazza».