Giuliano Zincone, Corriere della Sera 13/02/1999, 13 febbraio 1999
Giuliano Zincone. «Abbiamo letto (visto, ascoltato) opinioni piuttosto sorprendenti. Una famosa giurista ha sostenuto che un avvocato di sinistra non dovrebbe difendere uno stupratore (vero o presunto), una famosa attrice ha ipotizzato che le figlie dei giudici subiscano violenze: in questo caso - ha aggiunto - i verdetti cambierebbero
Giuliano Zincone. «Abbiamo letto (visto, ascoltato) opinioni piuttosto sorprendenti. Una famosa giurista ha sostenuto che un avvocato di sinistra non dovrebbe difendere uno stupratore (vero o presunto), una famosa attrice ha ipotizzato che le figlie dei giudici subiscano violenze: in questo caso - ha aggiunto - i verdetti cambierebbero. Molte (moltissime) si augurano che nei processi per stupro i giudici siano donne: in tal caso le pene per gli imputati sarebbero più severe. Per gli imputati, appunto. Nessuno (nessuna?), a quanto pare, considera la possibilità che l’accusato possa essere innocente e che abbia diritto alla difesa. Nella nostra cultura (teoricamente) i peggiori presunti assassini sono considerati innocenti finché non venga provata la loro colpevolezza. I presunti stupratori, invece, vengono bollati come criminali per definizione e, quando sono assolti, la sentenza desta scandalo nell’opinione pubblica. Certo, nella sentenza della Corte di Cassazione è debole (o meschina) la storia dei blue jeans. Ma è debole (o meschino) anche uno degli argomenti dell’accusa, secondo il quale la presunta stuprata non si sarebbe potuta innamorare del presunto stupratore, perché lui non era bello e perché aveva 45 anni: 27 più di lei».