Simone Bemporad, liberal 11/03/1999, 11 marzo 1999
Il panorama della moda italiana è tutt’altro che uniforme «ma la corsa a capire chi, dopo Gucci, può trasformarsi in preda, è già cominciata [
Il panorama della moda italiana è tutt’altro che uniforme «ma la corsa a capire chi, dopo Gucci, può trasformarsi in preda, è già cominciata [...]. Abbiamo alcuni grandi marchi entrati in una fase di transizione, che devono ancora decidere cosa fare da grandi: Ferré, Armani, Versace. Poi c’è Hdp di Maurizio Romiti, che per primo ha provato a dar vita al polo italiano della moda, ma per ora è alle prese con i risultati deficitari di Fila e Valentino. Ci sono i piccoli che grazie al mercato di nicchia stanno crescendo velocemente e quelli che piccoli non lo sono più (Prada, Ittierre, Robe di Kappa). Solo in pochi, anche grazie a una maggiore ”anzianità” sul mercato hanno saputo traghettarsi con successo da aziende familiari a grandi gruppi internazionali (Marzotto e Benetton) proponendosi anche come conquistatori all’estero».