Luigi Ippolito, Corriere della Sera 12/03/1999, 12 marzo 1999
Lafontaine ha sempre preferito la coerenza dei principi, i suoi, alle accortezze della politica. «Negli anni 80 si oppose agli euro-missili, pur schierati dal ”suo” cancelliere Helmut Schmidt
Lafontaine ha sempre preferito la coerenza dei principi, i suoi, alle accortezze della politica. «Negli anni 80 si oppose agli euro-missili, pur schierati dal ”suo” cancelliere Helmut Schmidt. Nel ’90, a Muro di Berlino appena caduto remava contro la riunificazione tedesca già benedetta dal suo nume tutelare Willy Brandt [...] Lafontaine è sempre rimasto fedele alle sue origini, che affondano nella provincia cattolica tedesca, nella famiglia di sindacalisti, negli studi al collegio religioso. Certo, crescendo è divenuto un uomo di mondo, ha imparato ad apprezzare i buoni vini e le vacanze in Toscana. Ma quei vestiti troppo larghi e le cravatte improponibili hanno continuato a denunciare il ragazzo di Saarlouis che voleva rifare il mondo».