Il Mesaggero 12/03/1999, 12 marzo 1999
Arturo Guatelli: «Per restare al suo posto avrebbe dovuto possedere quel pizzico di cinismo con il quale governano in Europa tante altre coalizioni di sinistra [
Arturo Guatelli: «Per restare al suo posto avrebbe dovuto possedere quel pizzico di cinismo con il quale governano in Europa tante altre coalizioni di sinistra [...] il mercato a pilotare l’economia con una forza d’urto che la politica non riesce più a contrastare. Oskar Lafontaine s’è immolato sull’altare di questa nuova realtà. Con le sue dimissioni, ha fatto capire a tutti quanto siano effimere le vittorie e le sconfitte elettorali. Ormai, chi conquista il potere non può più farne uno strumento al servizio delle proprie idee. Deve lasciare il passo alle legge del mercato [...] Oskar Lafontaine era l’ultima roccaforte dello statalismo, dell’interventismo, di quell’approccio sociale all’economia che è stato per moltissimi anni il fiore all’occhiello delle sinistre. Adesso questa roccaforte è stata espugnata da forze solo apparentemente occulte. Ha vinto il mercato e mai come in questa occasione è necessario saltare, con le dovute cautele, sul carro del vincitore ».