Enzo Bettiza, La Stampa 25/03/1999, 25 marzo 1999
Milosevic è un clone miniaturizzato, in chiave balcanica, di Napoleone, Hitler, Stalin. «Come Napoleone, che non era francese ma còrso, come Hitler, che non era germanico ma austriaco, come Stalin che non era russo ma georgiano, così Milosevic che non è serbo ma montenegrino d’origine, aveva voluto pure lui dilatare la sua patria elettiva ad abnormi dimensioni temporali [
Milosevic è un clone miniaturizzato, in chiave balcanica, di Napoleone, Hitler, Stalin. «Come Napoleone, che non era francese ma còrso, come Hitler, che non era germanico ma austriaco, come Stalin che non era russo ma georgiano, così Milosevic che non è serbo ma montenegrino d’origine, aveva voluto pure lui dilatare la sua patria elettiva ad abnormi dimensioni temporali [...] Paffuto e azzimato, serio, sempre correttamente vestito di scuro, egli esibisce i tratti freddi dell’economista e del banchiere di Stato che incarnò nel periodo iniziale della carriera. Aveva allora le caratteristiche e le ubbìe del comunista riformatore, del titoista che crede nel socialismo di mercato e nella concorrenza tra le fabbriche autogestite. La sua formazione, più che politica, era stata finanziaria. Aveva studiato in Inghilterra e in America, dove frequentò i corsi di storia del professor Henry Kissinger, imparando alla perfezione l’inglese. Aveva perfino diretto una banca d’affari franco-yugoslava a Parigi».