Antonella Scott, Il Sole-24 Ore 25/03/1999; Giulietto Chiesa, La Stampa 25/03/1999, 25 marzo 1999
All’annuncio dei bombardamenti sulla Serbia la Russia ha richiamato il suo rappresentante presso la Nato e ha sospeso ogni collaborazione militare con l’Alleanza atlantica
All’annuncio dei bombardamenti sulla Serbia la Russia ha richiamato il suo rappresentante presso la Nato e ha sospeso ogni collaborazione militare con l’Alleanza atlantica. Mercoledì 24 marzo il presidente Eltsin in un discorso televisivo serale ha parlato di «misure adeguate, anche militari, per garantire la propria sicurezza e quella dell’Europa». «La Russia non ha più un sistema di preavviso funzionante in caso di attacco nucleare avversario. Al punto che Boris Eltsin ha firmato con Clinton (ultimo vertice a Mosca) un accordo che prevede che Mosca userebbe quello americano. Nessuna delle stazioni di rilevamento a terra è stata modernizzata negli ultimi 7 anni. Quasi tutte sono oltre i termini di garanzia, scadute come la carne in scatola. La componente aerea del Sistema strategico di dissuasione nucleare (Ssdn) era già tale da suscitare serie preoccupazioni degli esperti militari tre anni fa. Adesso è peggio. [...] Tra cinque o sei anni la componente marittima dell’Ssdn russo avrà da 9 a 12 sommergibili nucleari, con un massimo di 1000 testate atomiche. Cioè la Russia andrà al di sotto dei limiti imposti dal trattato Start-2, che lo abbia ratificato o no poco importa».