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 2000  aprile 27 Giovedì calendario

Pellicce della collezione Fendi. 1: «Visone rasato color miele: il mantello è cosparso di inserti in visone contropelo, leggermente più scuri, che formano dei riquadri e dei fiori; gli stessi motivi sono ripetuti allo scollo, ma ”incisi” nelle applicazioni di vernice marrone, mentre sul fondo del cappotto sono direttamente intagliati nella pelliccia e, nelle pieghe, si intravede la fodera in chiffon»

Pellicce della collezione Fendi. 1: «Visone rasato color miele: il mantello è cosparso di inserti in visone contropelo, leggermente più scuri, che formano dei riquadri e dei fiori; gli stessi motivi sono ripetuti allo scollo, ma ”incisi” nelle applicazioni di vernice marrone, mentre sul fondo del cappotto sono direttamente intagliati nella pelliccia e, nelle pieghe, si intravede la fodera in chiffon». 2. «Breitschwantz lavorato in sbieco e reversibile, cioè indossabile con lo chiffon all’esterno e la pelliccia dentro». 3. «Caftano patchwork in lapin stampato a mano in 16 colori su ciascuno dei 170 riquadri che lo compongono, ovviamente cuciti uno per uno». 4. «Montone lavorato a trapianto, cioè con ciuffi di pelo di capra cuciti uno per uno» (collezione ”I pazzi”). 5. «Orylag, una sorta di coniglio di lusso, può essere spatolato a mano dal chimico al momento della tinteggiatura con sfumature grigie, celeste o arancio». 6. «Veasel, assume un effetto brinatura sopra il mantello rosso». Altre notizie: «Il processo produttivo inizia con un disegno che viene trasformato in tela e successivamente in modello di carta. Poi si passa alla rigatura, vale a dire lo schema del taglio e del montaggio delle pelli. Da qui all’inchiodatura dei singoli pezzi, in pratica la messa in forma, anche con migliaia di mini-spilli infilati uno a uno, alla quale fanno seguito la bagnatura e, tirando i pezzi in base alle differenze naturali, una specie di stiratura». Paola Fendi: «Ricordo l’anziano proprietario di una conceria, al quale chiesi di tingere gli zibellini. Mai rovinerò uno zibellino in quel modo, mi disse. Ma poi si convinse: siamo state noi a dare ossigeno alla conceria e alla pellicceria italiane, a fare da traino per tutto il settore, perché realizziamo capi unici al mondo. E la profanazione della rasatura del pelo? Inimmaginabile. Ma oggi gli sfridi della lavorazione della volpe vengono tessuti insieme al cashmere e alla lana merino e diventano scialli e sciarpe preziosiª