Domenico Quirico, La Stampa 1/5/2000, 1 maggio 2000
«Thabo Mbeki è il successore di Nelson Mandela. Dirige un paese in cui un decimo della popolazione è sieropositivo e ha scritto ai grandi del mondo, due settimane fa, denunciando che un nuovo tradimento si sta consumando nei confronti dell’Africa, dove il Grande Morbo ha già marchiato 25 milioni di persone
«Thabo Mbeki è il successore di Nelson Mandela. Dirige un paese in cui un decimo della popolazione è sieropositivo e ha scritto ai grandi del mondo, due settimane fa, denunciando che un nuovo tradimento si sta consumando nei confronti dell’Africa, dove il Grande Morbo ha già marchiato 25 milioni di persone. Il suo ragionamento è cartesianamente spietato: la cura a base di azt e neviparina con cui nei Paesi ricchi si affronta la malattia costa oltre venti milioni di lire l’anno. A Washington, Parigi, Roma è una speranza praticabile, persino a buon mercato. Ma in molti paesi africani i malati devono portare in ospedale le coperte, le medicine, talvolta anche i ferri del chirurgo! A Khinsasa, a Maputo, a Lagos il diritto a sperare diventa allora un nuovo tassello di quel circolo produzione-consumo in cui il mondo povero non può inserirsi, che deve considerare una perenne maledizione. «Difficile rispondere all’evidenza di questa constatazione: anche perché gli Stati Uniti, che hanno diecimila nuovi casi di contagio l’anno, hanno investito dieci miliardi di dollari; l’Africa, che ha quattro milioni di casi, ne investe 165 milioni...ª