Emanuela Fontana, Il Giornale 22/5/2000, 22 maggio 2000
Topi fosforescenti. Il 19 maggio, venerdì, Ettore A., 35 anni, lasciato e tradito dalla moglie, in lite con i genitori da cui era andato a vivere, uscì di casa con l’idea di uccidersi e si gettò infatti nel Seveso, all’altezza di via Ornato, dove la corrente lo inghiottì e lo portò sotto terra, nelle fogne della città di Milano
Topi fosforescenti. Il 19 maggio, venerdì, Ettore A., 35 anni, lasciato e tradito dalla moglie, in lite con i genitori da cui era andato a vivere, uscì di casa con l’idea di uccidersi e si gettò infatti nel Seveso, all’altezza di via Ornato, dove la corrente lo inghiottì e lo portò sotto terra, nelle fogne della città di Milano. Fu salvato dopo molte ore da un passante che, sentendo le sue grida provenire da un tombino di via Rogoredo (molto lontano da dove s’era gettato), chiamò il 113. Intervistato in ospedale, disse d’aver visto là sotto topi fosforescenti che per tutto il tragitto nei cunicoli bui gli avevano corso a fianco mordendolo di continuo nelle mani e nei piedi.