Silvia Brizio, la Repubblica 3/5/2000, 3 maggio 2000
Ebrei. «Molto spesso i suoi personaggi sono ebrei. importante per lei? ’Niente affatto, non mi è mai importato di essere ebreo
Ebrei. «Molto spesso i suoi personaggi sono ebrei. importante per lei? ’Niente affatto, non mi è mai importato di essere ebreo. Da ragazzino mi hanno costretto ad andare per anni a scuola di ebraico, ho dovuto imparare a leggerlo e a scriverlo, ma ho sempre pensato che fosse una sciocchezza e che appena diventato abbastanza grande me ne sarei liberato. Non è mai stata una cosa per cui ho sentito vergogna o orgoglio: non solo la religione non ha significato per me, ma la trovo anche pericolosa, e una perdita di tempo. In una religione sei membro di un club cui non ti sei mai iscritto. A cinque anni, mi hanno detto che ero ebreo, ma sarebbe stata la stessa cosa se mi avessero detto che ero buddista o cattolico: che senso aveva per me? Ti dicono di non mangiare certi cibi in certi giorni: è stupido. Ma non sono solo gli ebrei ad essere sciocchi, lo sono anche i cattolici e i protestanti: è anche peggio che essere sciocchi, perché la religione è una scusa per tirar fuori la tua ostilità contro chi è diverso da te”» (Woody Allen).