Curzio Maltese, la Repubblica 20/5/2000, 20 maggio 2000
La gente. «In una società sincronica, regressiva, povera di identità e assalita da fantasie parassitarie, da mitologie edonistiche, la ”gente” non ha spinte culturali a crescere, a uscire dal limbo senza tempo dell’adolescenza
La gente. «In una società sincronica, regressiva, povera di identità e assalita da fantasie parassitarie, da mitologie edonistiche, la ”gente” non ha spinte culturali a crescere, a uscire dal limbo senza tempo dell’adolescenza. Rimuove il dolore (già da tempo s’è parlato di ”morte della morte”), non fa figli, è aiutata a evitare più fatiche possibili proprio dall’assenza di princìpi fondamentali. La strenua difesa di un principio è sempre il segno di una personalità adulta, che non fa male per non stare male, mentre un comportamento infantile, capriccioso, pur di star bene non si fa scrupolo a far male perché non si accorge neppure degli effetti delle sue azioni. In questo clima ninnante c’è poco spazio per la morale e un po’ di più per l’etica, costruita soprattutto sul valore del danaro, l’unico elemento che ormai disegna le differenze fra i cittadini» (Vincenzo Cerami).