Doriano Fasoli, líUnit 31/5/2000, 31 maggio 2000
«’Sono subissato da infinite mortificanti missive giovanilistiche e no, impregnate di uno sformato verso libero, sintomatiche emulazioni di un qualcosa che i sedicenti autori già da lettori ritengono valore poetico; orrida ’voce’
«’Sono subissato da infinite mortificanti missive giovanilistiche e no, impregnate di uno sformato verso libero, sintomatiche emulazioni di un qualcosa che i sedicenti autori già da lettori ritengono valore poetico; orrida ’voce’. Le fonti consacrate dei vati ne sono più che responsabili, dal momento che hanno sempre proposto una ’poesia’ comunicativa, edificante, a volte satura di decadentismo smidollato, spacciandola impunemente come opera d’arte. Siamo sempre stati vittime di una poesia che innanzitutto si è sempre beotamente illusa d’essere nel discorso autoriale che tramava. Come se si potesse essere autori di qualcosa!”. Come definire ’l mal de’ fiori? ’ una ricetta farmaceutica di controindicazioni: struttura dialettica, sociale, prossimo-lontano, il non esserci eccetera”» (Carmelo Bene)