Affari & Finanza della Repubblica 5/6/2000, 5 giugno 2000
«Un difetto grave è che essa è in parte ”finta”, non in senso denigratorio, ma nel senso proprio: di una cosa più apparente che reale, o che appare come non è
«Un difetto grave è che essa è in parte ”finta”, non in senso denigratorio, ma nel senso proprio: di una cosa più apparente che reale, o che appare come non è. Sono ”finti” certi professori, che lavorano più fuori che dentro l’università (debitamente autorizzati!); ”finti” molti studenti, che non frequentano i corsi e sono presenti solo agli esami (senza loro colpa, perché sarebbe impossibile ospitarli tutti se decidessero di frequentare); ”finte” molte riunioni plenarie di organi accademici, dove si discute di problemi in realtà già decisi in riunioni più ristrette; ”finti” spesso i rapporti fra docenti, e così via. Nel nostro sistema universitario il progressivo sviluppo del principio di apparenza rispetto a quello i realtà si è legato al progressivo sviluppo della quantità rispetto alla qualità» (Riccardo Pisillo Mazzeschi, Un. Siena; Mario Ascheri, Un. Siena; Emanuele Castrucci, Un. Siena; Franco Farabollini, Un. Siena; Riccardo Fubini, Un. Firenze; Giorgio Chittodini, Un. Milano)