Mario Deaglio, La Stampa 28/01/2000, 28 gennaio 2000
Il cattivo esempio dei sindacati tedeschi. Tesi di Deaglio: dietro la crisi dell’euro e la crescita dell’inflazione in tutta Europa non c’è l’aumento del prezzo del petrolio (viste le difficoltà a sfondare la soglia dei 25 dollari a barile, ad inizio anno si sperava in una discesa, invece il 19 gennaio si era già a 28 dollari a barile); la spiegazione è un’altra: «Gli accenni di ripresa non erano ancora neppure confermati e già il sindacato IG Metall, punta di diamante del mondo del lavoro tedesco, ha avanzato richieste contrattuali che comportano forti incrementi reali nelle paghe»
Il cattivo esempio dei sindacati tedeschi. Tesi di Deaglio: dietro la crisi dell’euro e la crescita dell’inflazione in tutta Europa non c’è l’aumento del prezzo del petrolio (viste le difficoltà a sfondare la soglia dei 25 dollari a barile, ad inizio anno si sperava in una discesa, invece il 19 gennaio si era già a 28 dollari a barile); la spiegazione è un’altra: «Gli accenni di ripresa non erano ancora neppure confermati e già il sindacato IG Metall, punta di diamante del mondo del lavoro tedesco, ha avanzato richieste contrattuali che comportano forti incrementi reali nelle paghe». Le cose stanno dunque in questo modo: se le richieste dei sindacati tedeschi dovessero essere accolte, e se il loro diventasse un esempio per tutti i sindacati europei, i lavoratori meglio organizzati si approprierebbero di tutti i frutti della ripresa, prima ancora della loro maturazione, escludendo i soggetti più deboli.