Federico Rampini, la Repubblica 29/01/2000, 29 gennaio 2000
New Economy. Mentre l’Europa era alle prese con la crisi della moneta unica, a Davos politici industriali e banchieri discutevano della cosiddetta Nuova Economia, quella cioè basata su istruzione, innovazione, ricerca, mercati dei capitali efficienti, flessibilità del lavoro, immigrazione qualificata: un’economia, insomma, nella quale la moneta conta poco
New Economy. Mentre l’Europa era alle prese con la crisi della moneta unica, a Davos politici industriali e banchieri discutevano della cosiddetta Nuova Economia, quella cioè basata su istruzione, innovazione, ricerca, mercati dei capitali efficienti, flessibilità del lavoro, immigrazione qualificata: un’economia, insomma, nella quale la moneta conta poco. Tanto è vero che Microsoft e Intel dominano il mondo con i loro prodotti nonostante il superdollaro. Federico Rampini sulla ”Repubblica” di sabato: «L’euro può continuare a precipitare senza che questo faccia nascere automaticamente una Silicon Valley in ogni regione d’Europa [...] Persino il mestiere del banchiere centrale forse non è immune dai rischi di obsolescenza tecnologica. Dornbush ha lanciato una provocazione non del tutto gratuita: ”Nel futuro di questa economia globale persino l’euro sarà troppo piccolo. Con la diffusione di Internet basterà un’unica valuta mondiale: il mezzo di pagamento elettronico. Lo chiameremo il dollaro Aol”. Dalle iniziali di America Online».