Michele Urbano líUnit 04/02/2000; Massimo Mucchetti LíEspresso 20/01/2000, 4 febbraio 2000
Pretendenti e scalatori. Ford: poco interessata perché già presente in Europa dopo aver soffiato la Volvo proprio alla Fiat (in più copre tutta la gamma produttiva)
Pretendenti e scalatori. Ford: poco interessata perché già presente in Europa dopo aver soffiato la Volvo proprio alla Fiat (in più copre tutta la gamma produttiva). Francesi: sarebbero un doppione della Fiat e inoltre mantengono (grazie al controllo statale) una gelosa autonomia (la Renault, che viene data da tutti per spacciata, ha anche trovato le risorse per andare a caccia della Nissan). Volkswagen: stessi motivi (anche se ha una dimensione produttiva e di marchi più alta). Giapponesi: sono tutte malandate. Bmw: è leader della gamma alta delle cilindrate, un accordo sarebbe molto conveniente per entrambe, ma gli Agnelli non vanno d’accordo con i Quandt (la famiglia che controlla l’azienda tedesca). Daimler-Chrysler: è il più serio pretendente, il gruppo tedesco-americano è forte nei modelli di fascia alta, quello italiano nelle utilitarie, insieme avrebbero il massimo di compenetrazione di mercato e di prodotto. Dal punto di vista azionario hanno in comune un socio forte e influente: la Deutsche Bank.