Marco DíEramo, il manifesto 23/02/2000, 23 febbraio 2000
Non tutto è ”Frankenstein genetico”. «La frontiera tra bene e male non è mai così netta come sembra: se una ditta specializzata in trapianti di organi tra specie diverse studia come alterare geneticamente il fegato di un maiale per renderlo trapiantabile in un umano, senza che l’organismo accogliente lo rigetti, e a questo scopo ricerca come modificare geneticamente il fegato suino e metterlo in coltura con cellule umane, in questo caso è ancora Frankenstein genetico?»
Non tutto è ”Frankenstein genetico”. «La frontiera tra bene e male non è mai così netta come sembra: se una ditta specializzata in trapianti di organi tra specie diverse studia come alterare geneticamente il fegato di un maiale per renderlo trapiantabile in un umano, senza che l’organismo accogliente lo rigetti, e a questo scopo ricerca come modificare geneticamente il fegato suino e metterlo in coltura con cellule umane, in questo caso è ancora Frankenstein genetico?».