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 2000  marzo 08 Mercoledì calendario

Non si giudica il passato, ma gli effetti di quel passato sulla condizione contemporanea. Per Giorgio Rumi, storico cattolico, intervistato da Stefano Montefiori sul ”Corriere della Sera” dell’8 marzo la richiesta di perdono è un gesto di grandezza della Chiesa cattolica: «Dare il perdono è molto più facile che andarlo a chiedere»

Non si giudica il passato, ma gli effetti di quel passato sulla condizione contemporanea. Per Giorgio Rumi, storico cattolico, intervistato da Stefano Montefiori sul ”Corriere della Sera” dell’8 marzo la richiesta di perdono è un gesto di grandezza della Chiesa cattolica: «Dare il perdono è molto più facile che andarlo a chiedere». Crede che gli studiosi potrebbero giungere a esiti diversi? «Per esempio un giurista potrebbe dirci che l’Inquisizione era migliore dei tribunali laici del tempo, che il diritto processuale moderno nasce da lì, che da lì nascono le garanzie, la difesa legale, la scrittura del processo, l’escussione dei testimoni... Ma oggi l’Inquisizione fa scandalo, pesa come un macigno sulla vita dei cristiani. Critica storica e vissuto cristiano sono su due piani diversi: il rogo di Giordano Bruno non è compensato dal fatto che un pastore protestante di Ginevra sarebbe stato trattato esattamente allo stesso modo; la storicizzazione, il contestualizzare gli eventi nel tempo in cui si sono svolti, non appaga la coscienza contemporanea».